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TARTARUGA IN CROCE
AGOSTINO BELCASTRO 24 luglio 2011

Una tartaruga in croce! E’ una brutta storia che va raccontata non solo per la malvagità e la ferocia umana che si sono abbattute su un animale indifeso in forte rischio di estinzione nel bacino del Mar Mediterraneo ma soprattutto per le capacità di architettare un’azione così vile e meschina da lasciare di stucco i volontari soccorritori del povero rettile. E’ una storia che va raccontata affinché la gente tragga le dovute conclusioni per l’azione indegna messa in atto da questi “criminali” ambientali che vanno perseguiti ad ogni latitudine. Ad informare l’opinione pubblica dell’insano gesto ci ha pensato l’Associazione “Naturalmente Brancaleone”, un gruppo di volontari del posto che opera nel territorio con grande abnegazione e sacrificio, unico avamposto per la tutela e la salvaguardia della natura e dell’ambiente. L’associazione, tramite il suo sito web, in un comunicato, a cura del Vice Presidente Filippo Armonio descrive lo stato in cui hanno rinvenuto il corpo della tartaruga marina Caretta caretta. Si legge: “ Ieri 21 luglio 2011 una nuova storia di crudeltà si è presentata ai nostri occhi. Accorsi all’annuncio dell’avvistamento di una carcassa di tartaruga marina spiaggiata, noi volontari del Centro Recupero Tartarughe Marine di Brancaleone ci siamo trovati davanti a una scena, vi assicuriamo raccapricciante. Un giovane esemplare di Caretta caretta, della lunghezza di 35 cm. Circa, giaceva esanime crocefisso su una struttura di legno appositamente costruita per elargire una morte lenta, da soffocamento, al povero animale. Lo strumento di tortura – si legge ancora nel comunicato – era costituito da due assi di legno disposti a croce, sulle cui quattro estremità erano stati legati dei pezzi di polistirolo in modo che la struttura potesse galleggiare; per rifinire l’opera, inoltre, una vela che ha reso la rudimentale zattera in grado di navigare per chissà quante miglia. Complimenti! La tartaruga, unico membro dell’equipaggio, era disposta ad arte sulla sua imbarcazione: legata a livello del collo e di una pinna a uno degli assi della croce attraverso una corda in nylon, talmente stretta da soffocarla e da lasciare dei segni evidenti dello strangolamento sulla sua pelle. L’accuratezza con cui il lavoro di falegnameria è stato eseguito, ci fa sorgere un dubbio: si tratta dello stupido gesto di qualche individuo dalla moralità pesantemente tarata, o piuttosto di un arcaico strumento di pesca? In entrambi i casi, comunichiamo a chi ancora non lo sa che la tartaruga marina Caretta caretta è una specie inserita nella Red list dell’IUNC tra gli animali ad altissimo rischio di estinzione e, come tale, è protetta sia a livello nazionale che internazionale da Decreti Ministeriali, Direttive Europee ed importanti Convenzioni, tra le quali la” Convenzione per la Conservazione delle Specie Migratorie degli animali selvatici”. La pesca, la detenzione il trasporto ed il commercio di questi animali – termina il comunicato – sono assolutamente vietati. E figuriamoci un atto del genere!” Numerose sono state le segnalazioni pervenute al sito dell’Associazione da parte dei cittadini che, indignati, hanno espresso il loro rammarico ed il loro sbigottimento per questo gesto criminale.